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Il Ferlaro: un luogo, una storia, un’arte.

martedì 9 aprile 2019

L’indirizzo è già un programma.

Nel mezzo di un tipico paese di provincia ordinato e ben organizzato come Collecchio dovete cercare Strada privata Bourbelles n. 4.

Ora, la strada è così privata che ci sono solo loro, chissà perché quindi un numero civico, mi chiedo io. Forse hanno più ingressi, penso, mentre un po’ intimorita entro dal grande portale in legno che difende la sua importanza dalle fronde verdi e rigogliose del parco in cui è protetta la villa del Ferlaro. Pensavo fosse un cognome, invece è un semplice toponimo. Quello che non è semplice ma molto affascinante è la storia. Mi basta scendere dall’auto per sentirne il gusto. Quando anche voi varcherete la soglia di questo luogo vi sentirete un po’ come Alice nel Paese delle Meraviglie: perché tutto è meraviglioso e tutto è apparentemente inanimato. La sala esposizioni di questa azienda, che realizza e decora a mano ceramiche di pregio, è un museo di pezzi unici e rari prodotti nell’arco degli ottant’anni di attività. Ma accanto a vasi, fiori, animali, piatti, sculture, decorazioni, ciotole e zuppiere…troverete anche una curiosa e variegata raccolta di oggetti antichi e vintage che ancora hanno la loro bellezza e importanza e che magari possono ispirare nuove collezioni.

Non so dove posare lo sguardo perché tutto intorno a me parla di arte e bellezza, di esperienza e manualità, di fantasia e precisione. Ogni pezzo mi guarda aspettando che lo ammiri e grazie alle spiegazioni pazienti ed esaurienti dei proprietari comincio ad apprezzare i particolari che, ubriacata da tante forme e colori, non avevo notato. Ci sono pezzi smaltati monocromi e altri dipinti a mano nei più piccoli particolari. Ma ancor prima della smaltatura scopro che c’è un lungo e paziente lavoro che dà forma all’oggetto. Per capire mi fanno entrare nel grande e luminoso laboratorio dove stanno “sformando” una tartaruga il cui corpo cavo potrà ospitare, per esempio, uno zampirone. Per arrivare a questa operazione prima c’è stato uno scultore che ha fatto il prototipo, poi se ne è ricavato uno stampo in gesso in negativo, a questo punto mani abili lo hanno ricoperto di uno strato di argilla che deve essere uniforme perchè l’asciugatura e la cottura avvengano perfettamente, in seguito ogni oggetto asciuga per un tempo dettato solo dall’esperienza, poi si sforma, si rifinisce a mano dalle sbavature e si decora…. sembra tutta una catena semplice di azioni ma ogni passaggio ha i suoi perché e anche il più piccolo piattino, pur nascendo dallo stesso stampo, può avere la sua caratteristica grazie a tutti i passaggi manuali che avvengono.

Scaffali infiniti di oggetti grezzi, tecnicamente “ biscotto”, attendono il loro turno per essere cotti o decorati, turno che ariverà con la calma inesorabile di queste persone che senza fermarsi mai vestono di buon gusto oggetti anche di uso quotidiano.

E poi c’è l’armonia che si respira. Tutti qui, i proprietari e i dipendenti, lavorano insieme e conoscono bene tutto il processo. Un ingranaggio ben oliato che rispettando l’entusiasmo della marchesa Maria Giulia Carrega, fondatrice della manifattura, perpetua tradizione e modernità comunicando anche oggi con nuove iniziative il fascino di questa arte

Il loro sito, bello e coinvolgente, vi darà molte altre informazioni preziose, ma quella stradina privata, quel parco, quella fucina di sogni variopinti è lì che aspettano solo di incantarvi e aprirvi le porte per uno dei suoi corsi in cui personalizzare a proprio gusto un vaso, una tartaruga, un piatto…

Il sito è “Www.ceramicadelferlaro.it” ma, se potete, non navigate tanto e solo nel web, ma varcate quel portale e lasciate che questa storia canti ancora, anche a voi, tutti i suoi colori!

  1. Che dire? Scoprire che luoghi che fanno parte del mio vissuto sono per molti luoghi sconosciuti.
    Ho respirato l’atmosfera del Ferlaro, ho conosciuto i proprietari e ancor oggi, incontrandoci, chiediamo notizie uno dell’altro. Ho avuto e ho regalato oggetti preziosi perché fatti con amore e grande capacità.
    Tutto ciò mi fa sentire gli anni? No, mi fa sentire ricca, ricca di ricordi di cose belle che arricchiscono l’animo e lo sguardo.

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